Installazione permanente su facciata
Riqualificazione cromatica, in un dialogo tra pittura e scultura.
Salò, lago di Garda
Il progetto
Sui portali dei palazzi del Seicento c’erano i mascheroni: volti di pietra che sorvegliavano l’ingresso.
Muri Vivi prende quella funzione antica e le cambia il volto. Al posto dei mascheroni ci sono ritratti di cani modellati in creta, fissati sull’intonaco. Guardano, proteggono, comunicano con chi si ferma a osservarli.
Il muro smette di essere un limite visivo e diventa una superficie che risponde. È questo il punto del progetto: rompere la bidimensionalità del cemento, e farlo in un’area che ne aveva bisogno.
Il colore
Un colore solo, monocromatico, e dentro quel colore le gradazioni: scelte una per una fra quelle già presenti sulla facciata e stese in forme in movimento, in modo da evidenziare le sculture senza mai prendere il sopravvento.
Campioni indicativi: da sostituire con i codici reali usati in cantiere.
Le linee
Movimenti ondulati, concentrici, tondi. Le linee non decorano la parete: la attraversano, girano l’angolo e proseguono sulla facciata successiva, tenendo insieme l’edificio come un unico disegno.
I cani seguono quell’andamento. Sono disposti lungo le curve e si guardano tra loro: da qui nasce il gioco di sguardi che tiene in vita il muro anche quando non c’è nessuno a guardarlo.
Le spirali non si disegnano a mano libera: si tracciano tendendo un filo, un compasso grande quanto la casa.
Il selciato
Il progetto non si ferma al muro. Il vicolo è stretto — non c’è la distanza per guardare una facciata intera — e allora la geometria continua sotto i piedi, a spine bianche e verdi.



Le sculture
Sui portali del Seicento i mascheroni guardavano e basta. Questi rispondono: scegline uno e chiedigli cosa vede da lassù.
In studio
Prima del muro ci sono un tavolo, un panetto di creta e un cane vero da guardare.
Le teste
Una testa può salire su una facciata, come parte di un progetto che riguarda tutto l’edificio. Oppure può restare una cosa sola, appesa alla parete di casa: stessa creta, stesso lavoro, misura diversa.
Si commissionano anche a ritratto, partendo dal proprio cane. È il motivo per cui la prima cosa che serve è sempre una fotografia — esattamente come per una facciata.
Non c’è ancora un negozio online: per ora le richieste passano da una mail.
Prima e dopo
È il confronto che convince più di qualsiasi testo. Se esiste anche una sola foto della facciata prima dell’intervento, va messa qui.
L’autrice
Color designer, scultrice e pittrice. Progetta il colore di edifici in disarmonia con l’ambiente e li reintegra nel paesaggio usando solo colore e forme geometriche. Da sempre legata ai cani e ai cavalli da corsa, ne ritrae l’espressività su tela, legno, porcellana, acciaio e ceramica.
Contatti
Muri Vivi è nato su una casa privata, ma il metodo vale per qualunque superficie in cerca di un’identità — ed è lo stesso portato nei cantieri di restauro su palazzi ad Ancona, Milano e Cremona.